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Aiuti e permessi

Legge 104: cosa spetta al figlio che assiste un genitore

Di Frank Fabiano, pubblicato il 2 novembre 2026
Un uomo in ufficio organizza al telefono i giorni di permesso per assistere il padre

In breve

  • Se lavori come dipendente e il tuo genitore ha una disabilità grave riconosciuta, hai diritto a tre giorni di permesso al mese, che puoi usare anche a ore.
  • Se siete più fratelli, potete chiederli tutti e alternarvi. Il tetto però resta di tre giorni al mese in tutto, per quella persona.
  • Se abiti a più di 150 km di strada, dopo ogni permesso devi dare al datore di lavoro la prova del viaggio.
  • La legge di bilancio 2026 non ha cambiato né i tre giorni né la regola dei 150 km.

Quanti giorni sono, e come si usano

I permessi della legge 104 sono tre giorni al mese di permesso dal lavoro, per assistere un familiare con disabilità in situazione di gravità. Non devi usarli per forza a giornata intera: l'INPS dice che sono «anche frazionabili in ore». Puoi prendere mezza giornata per accompagnare il tuo genitore a una visita e tenere il resto per un'altra volta.

Se lavori part-time verticale o misto, conta la percentuale. Fino al 50% i giorni di permesso si riducono in proporzione. Sopra il 50% ti spettano tutti e tre.

Fonte: INPS, scheda «Permessi per assistere familiari disabili», letta il 6 ottobre 2026

Chi può chiedere i permessi della legge 104 per un genitore anziano

Possono chiederli i parenti e gli affini della persona con disabilità grave. Tu, come figlio o figlia, sei un parente di primo grado: rientri. La disabilità del tuo genitore deve essere riconosciuta come grave (articolo 3, comma 3, della legge 104) dalla commissione medica.

Se a chiedere è un parente più lontano, di terzo grado, come un nipote, serve una condizione in più. Il coniuge o i genitori della persona assistita devono mancare, essere morti, avere patologie invalidanti o aver compiuto 65 anni. Basta che uno solo di loro sia in questa situazione.

C'è un caso in cui i permessi di solito non spettano: quando il tuo genitore è ricoverato 24 ore su 24 in una struttura con assistenza sanitaria continua. Le eccezioni sono tre: le uscite certificate per visite e terapie, lo stato vegetativo o una prognosi infausta a breve, la presenza del familiare chiesta dai medici della struttura.

Fonti: INPS, scheda «Permessi per assistere familiari disabili»; legge 104 del 1992, articolo 33, su Normattiva; letti il 6 ottobre 2026

Fratelli: come dividere i permessi della legge 104

Dal 13 agosto 2022 non esiste più il «referente unico». Più familiari possono chiedere i permessi per la stessa persona e alternarsi. Il limite però resta di tre giorni al mese in tutto, non tre a testa.

Cosa succede se ne usate di più? L'INPS lo ha spiegato con un esempio nella circolare 100 del 18 settembre 2026:

A usa i permessi il 5 e il 18 marzo, B il 25 e il 30 marzo. Al 25 marzo i tre giorni sono già finiti, quindi il 30 marzo risulta «indebitamente fruito» e quella giornata la restituisce B. Se due familiari usano lo stesso giorno, la somma da restituire si divide in parti uguali.

Per non arrivare a questo, conviene mettersi d'accordo prima, a inizio mese, su chi usa quali giorni.

Nel capitolo 5 del manuale trovi come dividere tra fratelli i permessi della 104 e cosa cambia se abiti a più di 150 km, con la scheda da compilare insieme «Il nostro accordo». Scopri il manuale del figlio lontano

Fonti: INPS, circolare 39 del 2023 e circolare 100 del 18 settembre 2026; lette il 6 ottobre 2026

Permessi 104 oltre 150 km: la prova del viaggio

Se abiti in un comune a più di 150 chilometri di distanza stradale da quello del tuo genitore, i permessi restano tuoi. In più, però, devi dimostrare di averlo raggiunto. Lo dice l'articolo 33, comma 3-bis, della legge 104, in vigore dall'11 agosto 2011.

  • Come si misura: conta la distanza su strada tra i due comuni di residenza, non quella in linea d'aria.
  • Cosa serve: il titolo di viaggio o un'altra documentazione idonea. L'INPS chiede di preferire i mezzi pubblici, come treno, aereo o autobus, perché il biglietto è la prova più semplice.
  • Se vai in macchina: per i propri dipendenti l'INPS cita la ricevuta del pedaggio e l'estratto Telepass. Per i dipendenti pubblici, la Funzione Pubblica cita anche la dichiarazione del medico o della struttura dove hai accompagnato il tuo genitore.
  • A chi la dai: al datore di lavoro, per i giorni in cui hai usato il permesso. Non va all'INPS e non c'è un modulo.

Senza questa documentazione, per l'INPS l'assenza non può essere giustificata come permesso della legge 104.

Fonti: INPS, circolare 32 del 2012 (letta il 6 e il 22 ottobre 2026) e circolare 100 del 2012; Funzione Pubblica, circolare 1 del 2012

Come si chiedono i permessi 104

  1. Se lavori nel privato, la domanda si fa online sul sito dell'INPS, con il servizio dedicato. In alternativa puoi chiamare il Contact center (803 164 da rete fissa, gratuito, oppure 06 164 164 da cellulare) o andare da un patronato.
  2. Se lavori nel pubblico, non fai domanda all'INPS: presenti un'istanza alla tua amministrazione, che concede e paga i permessi.
  3. Se il verbale non arriva: quando la commissione non rilascia la certificazione entro 45 giorni dalla domanda, si può presentare un certificato provvisorio. Per le patologie oncologiche i giorni sono 15.

Per rispondere, l'INPS ha di norma 30 giorni. Dopo, se cambia qualcosa nella situazione che hai dichiarato, devi comunicarlo entro 30 giorni.

Se la disabilità del tuo genitore non è ancora riconosciuta, il primo passo è la domanda di invalidità civile, chiedendo anche la 104. Per l'altro aiuto legato all'invalidità leggi la guida sull'indennità di accompagnamento.

Fonti: INPS, scheda «Permessi per assistere familiari disabili»; INPS, messaggio 18728 del 2012; letti il 6 ottobre 2026

Cosa cambia nel 2026

La legge di bilancio 2026 (legge 199 del 2025, commi 723 e 724) non tocca i tre giorni al mese né la regola dei 150 km. Aggiunge controlli per i dipendenti pubblici: l'amministrazione può chiedere all'INPS di ricontrollare i requisiti sanitari e deve segnalare ogni mese i permessi usati.

Fonte: Gazzetta Ufficiale, legge 30 dicembre 2025, n. 199, letta il 6 ottobre 2026

Se oltre ai tre giorni ti serve fermarti più a lungo, c'è il congedo straordinario della legge 104. Se devi chiedere aiuti o servizi per il tuo genitore, guarda anche come funziona l'ISEE sociosanitario. Tutti gli altri aiuti per anziani e permessi li trovi nella sezione.

Domande frequenti

Posso usare i permessi 104 a ore?

Sì. L'INPS dice che i tre giorni al mese sono anche frazionabili in ore.

Siamo tre fratelli: abbiamo tre giorni a testa?

No. Potete chiederli tutti e alternarvi, ma il tetto resta di tre giorni al mese in tutto per la stessa persona. I giorni in più vanno restituiti.

Come si calcolano i 150 km?

Conta la distanza stradale tra il comune di residenza del tuo genitore e il tuo, non la distanza in linea d'aria.

Vale anche se lavoro nel pubblico?

Sì, la regola dei 150 km vale per i dipendenti pubblici e privati. Chi lavora nel pubblico però presenta la domanda alla propria amministrazione, non all'INPS.

Fonti

  1. INPS, scheda «Permessi per assistere familiari disabili» (inps.it), letta il 6 ottobre 2026
  2. Legge 5 febbraio 1992, n. 104, articolo 33 (normattiva.it), letta il 6 ottobre 2026
  3. INPS, circolare 100 del 18 settembre 2026 (inps.it), letta il 6 ottobre 2026
  4. INPS, circolare 39 del 4 aprile 2023 (inps.it), letta il 6 ottobre 2026
  5. INPS, circolare 32 del 6 marzo 2012 (servizi2.inps.it), letta il 6 e il 22 ottobre 2026
  6. INPS, circolare 100 del 24 luglio 2012 (servizi2.inps.it), letta il 6 ottobre 2026
  7. INPS, messaggio 18728 del 15 novembre 2012 (servizi2.inps.it), letto il 6 ottobre 2026
  8. Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Gazzetta Ufficiale), letta il 6 ottobre 2026